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Intervista al food stylist Iviano Ravasio

Oggi sono lieto di presentarvi un altro grande food stylist italiano, impegnato in campagne pubblicitarie per brand conosciutissimi in tutto il mondo: Iviano Ravasio.

Vediamo come si racconta attraverso quest’intervista.

 

1) Ciao Iviano, ti andrebbe di parlarci un po’ di te, di raccontarci il tuo lavoro? Cosa fa esattamente un food stylist?

Ciao Michelangelo!
Il food stylist è la persona che si occupa della preparazione del cibo a scopo pubblicitario, sia per la realizzazione di spot sia per il packaging, oppure per le campagne stampa o web.

 2) Qual è il background di un food stylist professionista? Quanto tempo occorre per diventarlo?

Il background varia da persona a persona, io facevo lo chef ma altri miei colleghi vengono da esperienze diverse; ciò che facevi precedentemente può essere più o meno utile nel nostro lavoro, o facilitarti in aspetti diversi. Ad esempio, chi ha studiato chimica è facilitato nella realizzazione di alcuni prodotti, chi invece proviene dalle agenzie di comunicazione ha già una visione estetica e pubblicitaria del piatto che sta realizzando.

Quanto tempo ci vuole per diventare food stylist?

Domanda difficile a cui rispondere… dipende dalle capacità di ogni persona e dalle opportunità che si riescono a cogliere.

3) Com’è cambiato il lavoro del food stylist negli anni? Quanto è necessario essere esperti di ristorazione?

Diciamo che con l’avvento del digitale si sono semplificate un poco le cose, ora si può ricorre alla “post-produzione” che aiuta a risolvere qualche problemino. Essere esperti di ristorazione dà sicuramente un aiuto in più sulla conoscenza degli alimenti e sulla loro preparazione anche per il set fotografico, ma forse non è indispensabile aver frequentato una scuola ad hoc.

4) Parliamo di collaborazioni lavorative. Food stylist + fotografo rappresenta un connubio naturale e quasi inevitabile. Alla luce di questa considerazione, quanto è importante per te il feeling con il fotografo food con cui lavori?

Lavorare con persone con le quali ti trovi bene (fotografo food incluso) naturalmente ti dà una marcia in più.

5) Cosa puoi dirci sulla gestione del cliente? Preferisci le persone propositive o quelle che lasciano carta bianca?

Più che col cliente direttamente, nella maggior parte dei casi ti relazioni con l’agenzia di comunicazione, e per quel che riguarda la creatività, a volte ci sono vincoli da rispettare ed un layout ben pensato ti dà un grande aiuto, altre volte se ti lasciano carta bianca puoi dare spazio alla tua creatività.

6) Ti andrebbe di parlarci delle tecniche che prediligi? Dove trovi ispirazione per stimolare la tua creatività?

Non esiste una vera e propria tecnica, queste cambiano in base all’alimento o al risultato che il cliente vuole ottenere. L’ispirazione nasce sia dall’esperienza e dalla conoscenza degli alimenti, sia da intuizioni o collaborazioni con professionisti che lavorano con te.

7) Andiamo un po’ più nello specifico. Qual è il mood che prediligi in un set? Qual è il piatto che preferisci preparare? Ma soprattutto, ti piace di più lo scatto realizzato in un’ambientazione suggestiva e creata ad hoc, o l’intramontabile sfondo bianco di uno still life puro?

Il mio lavoro non ha a che fare con la realizzazione di ricette per il settore editoriale o web, ma è più tecnico e di precisione, la sfida è ottenere ciò che viene rappresentato in un layout o in uno shootingboard, risolvendo eventuali difficoltà realizzative.

8) A volte i clienti restano sorpresi nel constatare che dietro ad un singolo scatto possono esserci anche più giorni di preparazione? Come spiegheresti questa cosa a chi sostiene che tutto sommato “parliamo solo di una foto”?

Oramai i clienti che si sorprendono sono solo quelli che vengono sul set per la prima volta. Credo che all’inizio nessuna persona sia consapevole di quanto lavoro ci sia dietro una foto o uno spot, ma poi i clienti restano sul set a seguire il lavoro e con il tempo “imparano” a capire la complessità del lavoro.

9) Che impatto hanno (o hanno avuto) internet, e in particolare i social, nella tua carriera?

Direi che servono a farti conoscere ad un numero più elevato di persone; oltre ad aumentare le richieste di realizzazioni ad hoc per il web, per contro sono crollate le campagne stampa e le affissioni.

11) Prima di salutarci, vuoi dare un consiglio a chi pensa di intraprendere questo percorso?

Non bisogna farsi ingannare dall’apparente “semplicità”, non basta saper cucinare o amare la cucina, c’è bisogno di tanta esperienza, pazienza e spirito d’adattamento.

 

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