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Intervista a Alberto Tonizzo

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Intervista a Alberto Tonizzo

Salve chef! Sono davvero onorato di poterla intervistare,Le va di descriversi in poche righe?

Non sono bravo nel descrivere me stesso, posso dire che per me la felicità più grande è poter essere utile al prossimo e farlo felice attraverso la mia persona.

 

È giunto alla conquista nel 2012 della sua prima Stella Michelin, il suo ristorante è motivo di orgoglio per lei, dato che ha un team formato principalmente da persone di famiglia. Qual è il segreto del suo successo?

Non ci sono segreti, ma stili di vita, educazione, rispetto, tanta umiltà e propensione alla spontanea qualità dell’accoglienza dove la miglior medicina è l’ottimismo e la forza più grande è la fede, nei momenti di autocritica e nel lavorare con costanza e passione .

 

Quali sono le figure (non necessariamente chef) dalle quali ha tratto ispirazione durante il suo percorso professionale?

Non ho avuto ispirazione da nessuno in particolare, in realtà le più grandi ispirazioni ed i più grandi insegnamenti li ho avuti dalle persone che ho incontrato nella mia vita, parenti, amici, clienti etc…
Le figure che concettualmente ed esteticamente più mi hanno affascinato sono figure avanguardistiche che attraverso le loro arti hanno sempre rotto gli schemi;:
ad esempio : Lucio Fontana con il Suo “CONCETTO SPAZIALE” , Vasilij Kandiskij con il Suo concetto astratto, Stravinsky ad esempio, come avanguardista musicale, non dimentica il recupero e la riproposizione della tradizione in maniera innovativa.

 

In che modo il territorio ha influenzato il suo successo?

Ho avuto successo?! In realtà sicuramente il territorio è determinante per il mio lavoro, l’artigianalità di cucina filtra attraverso la qualità della materia prima proveniente dall’agroalimentare, dalla qualità turistica e geografica del friuli venezia giulia.
Mi rifaccio ad una frase di Winston Churchill dove io aggiungo che : “Il successo è uno stato mentale, non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta.

 

Veniamo al rapporto tra cibo e immagine. Sappiamo che anche l’occhio vuole la sua parte. Quanto reputa importante coordinare i colori e decorare i piatti perché gli stessi possano definirsi perfettamente riusciti?

La natura si esprime sempre nel modo più semplice, in realtà non tendo a pensare ad una decorazione, ma ad una buona qualità tecnica nell’utilizzo degli ingredienti e nella loro trasformazione, il bello intrinseco con risultati godibili al palato, nel cuore, nella mente e sopratutto nella loro naturale composizione, oltretutto reputo fondamentale la variabile data dall’istinto e dalle percezioni interiori.

 

Le sarà sicuramente capitato di lavorare con un food photographer. Quanto conta la sintonia tra chef e food photographer per comunicare adeguatamente l’immagine di un piatto?

Tutto

 

Ci sono dei piatti in particolare che preferisce vengano fotografati rispetto ad altri?

Non me lo sono mai chiesto, comunque no

 

Che impatto hanno (o hanno avuto) internet, e in particolare i social, nella tua carriera?

Rappresentano i nuovi metodi di comunicazione, quindi hanno sicuramente un influsso positivo.

 

In che misura il termine “innovazione” si coniuga con il lavoro di uno chef?

In tutti i mestieri artigianali, la tradizione non si rispetta riproducendola, ma mettendola in discussione ed esaltandone i significati..
questo più che innovazione lo chiamerei progresso dato dal cambiamento dovuto alle esigenze della società.

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